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24 Aprile 2018

MI DICEVANO PERDITI


 
Mi dicevano perditi, perditi dentro i boschi di farfalle,

abbandona allo spiraglio una luce che il sole 

concede ai frettolosi. Credi veramente, che una foresta

inghiotta tutto quello che l’attraversa ? Mi dicevano

perditi, tutte le volte vicino a me e mi perdevo

 

davanti ai si, davanti ai ma. Dicevano perditi

guardando un posto, sentendo un mare, mi perdevo

nel tonfo del tuo silenzio. Ero li, sui bordi della Pontina

dove un fiore brillava tra un rito e la mattina.

 

Mi perdevo nelle notti, davanti un allarme che s’illuminava, 

mi regalavo i buoni propositi di un Venerdì. Dicevano perditi, 

prendi la bici e vai, sconfiggi i km, ma perditi a sfinirti. 

Quando sudi, quello che ti rimane addosso, diventa colorato

lo sanno tutti, lascia un’impronta più profonda.

 

Ed io mi perdevo davanti un pallone, liscio di aria

più scadente di calci. Mi dicevano perditi 

tra le file di pomodori, tanto verdi quanto poco

era il tempo di aspettare. Mi dicevano perditi

 

che il tempo sta qui sta li, sta dove serve perdersi.

Il tempo si ciba di fretta, per diventare fiato

dentro le bocche. Dicevano perditi che è meglio per te,

perditi che se ritorni diventi più forte, affronterai le valanghe

di gelato, con la lingua aperta, come vuoi tu quando ti mangio 

 

il basso del tuo intestino e ci vedi chissà quale destino.

Faccio male a perdermi, pensando di fuggire ma, fuggire è

più che restare. Invece voglio perdermi nelle fosse delle tue rughe 

che si abbraccino le une con un destino, le altre che vengano

 

curati dallo stesso vicino, magari con vista nebbia sognatori.

Che si approprino i giovani di un sorriso lanciato stagionare

sulla faccia di uno che lo capisca. Mi diranno che perdersi 

è il massimo fiuto di un passeggero, che aspetta la notte

per viaggiare. Mi dicono che la notte è priva di odori e anche

 

di umori sono diversi. A viaggiare soli, ci si perde, mi dicono

che la notte entra dentro a milioni di altre notti, ed è più facile

essere paralleli, proprio come sono io struccato e verniciato

ogni giorno e tutti i giorni che finalmente mi perdo.

 

 

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