Il mio mondo è la fragola matura, un vascello dritto nel vento. Le poppe di sera, il tornare indietro tra i flutti e le nebbie nei cassetti. Il mio mondo crede ai diavoli in corsa le arance mature con i biscotti, i nani che corrono e Biancaneve che sei sempre tu. Il mio mondo è l’ala mancante, il gobbo parlante la montagna che sembra più bassa di un bicchiere, e laggiù insieme al blu la nave e un sorriso che non ci torno più. Il mio mondo è tornato infantile che la bugia è affogata perché mangiare è sapere, sapere è vivere, e oggi lo so domani chissà. Il mio mondo non può rapire il brusio fin quando la voce diventa calore, per morire nel colore. Il mio mondo ritorna nei pennelli e il buio è uno di essi. Il primo che regge tutti e li tiene lontani, come il mare è il suo stomaco. Il mio mondo è per tutti dentro e fuori i fossati, l’anello chelato sulle tornate, sopra un aviocielo puntato in su.