Nel duemila e statti zitta esce allo scoperto
una parola nuova. La lingua è insaponata
al punto giusto, l’aria di Collemato
sembra un autoclave di speranza
una mecca perfetta che si arresta sul velluto
della strada del castello. Nella quiete
di una sera di Luglio sotto il fresco degli Ippocastani
ognuno è vestito di spruzzi, colori assurdi
tanto perfetti. Impossibile esserne fuori, impossibile
decifrare la matrice. Ti coloro come voglio
sia fuori che dentro il tuo ennesimo sbadiglio.