Me lo ricordo perfettamente quel giorno, sforbiciavi
la piazza del miracolo.
Io seduto al bar sentivo il tuo odore
avanzare nella mattina.
I saluti e via
afferri il mio braccio e mi porti
con te. Percorri sentieri al contrario. Misteri
di faccia. Profumo di odori.
Nonostante sia nuovo ai traffici delle notti
mi sembrava esserci a bere
nella fonte silenziosa delle tue mani. La gente
specchiava il miracolo
la fonte alleggeriva il peso della sete. Le tue mani
chiuse a nido.
Un po’ di acqua, un po’ di magia. Magia
filtrava dalle pieghe della mano.
Dalle piaghe della terra, dita che sorreggevano
il peso del mistero
misto a sete.
Mistero
magia e sete.Tutto
in una mano. Giulia siediti, guarda davanti a te
c’è una luce che non so chiamare
ti sento respirare, l’odore
adesso cambia, ora è un’acuto che si pone davanti a me.
E’ il tuo collo
rovesciato dentro questa mano, è un sibilo
che mi dice vai lontano, vai lontano
io ci sono.
Ci sono, non lo dimenticare, basta guardare quella mano.
Non posso guardare.
Io so solo vedere, nel vedere c’è l’incanto.
Guardare è apparire.
Ed un collo guardato è un collo
perduto. Si, mi allontano, sopra le colline, fuori la portata
di un gelato, di questa panna montata
ho la tua mano
dentro il mio braccio, arrivo al principio dei sassi
vieni qua, domani avremo un sorriso
da chiedere, ed uno da restituire.
Non lanciare il sasso, mai
mettilo in una tasca.
Una qualsiasi.
Anzi, esiste un posto chiamato la tasca dei desideri.
Li
puoi trattenerli.
Tenerli stretti, oppure lanciarli.
Come sassi. Sassi che sanno di sogni.
Mi serve baciarti,
urgentemente baciarti, fino alla fine del mondo, serve ascoltare
che novanta volte ho chiamato
novanta volte hai saputo. Ci siamo contati i battiti
abbiamo tenuto conservata
l’attenzione più profonda, di tenerci con qualche mano
ma stretti che di più non conosco
di più è impossibile.
Con una mano che accarezza l’eternità
l’altra che raccoglie un sasso
perché si sa, ai desideri
non c’è fine
nella tasca.
Lì, puoi contarli, anche al contrario.
Come la strada che
hai percorso.
Che tu vada avanti oppure indietro.
Un sasso è pur sempre un’opportunità. È nel suo lancio
l’infinito esplode. Dentro la tua mano
la certezza.
Lancialo
il desiderio si avvera
oppure tornarti indietro più grande.