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NATALE DEL 64

Un grappolo di luci

scende dal soffitto bianco

dove a te piace

metterci il pensiero.

Avevo sette anni, sette

di babbi natali mai visti.

Sarebbe arrivata

ma dopo

una bici azzurra, bella

liscia più di una sorsata

di fiume.

Tenevo nella bocca

il Pan di Spagna, morbido

della tua sottana. Giallo

che sembra giorno pure lui.

Avevo sudato

latte fresco. Si bloccava nella gola

di gioia e malinconia,

partivo. Partivo

con le tasche piene di paura

e la curiosità

di un’avventura

per chi aveva sognato più di me

il piacere di essere.

La mia adorata maestra,

non ricordo nessun nome

forse Maria. Mi teneva le mani

raccontava a me e a tutti

“oggi è la festa di Sergio”

parte, va a vivere in una città.

All’improvviso apparvero

nel buio totale della stanza

scintillii meravigliosi

un saluto folgorante.

Tutto per me.

Avevamo nelle mani un bastoncino brillante

ma cos’è ?

Una magia di paura e bellezza

una magia che mi porterà lontano

da un Natale tanto vicino.

 

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