E’ stato un sorriso
ad aprire le porte. Seduto
in mezzo ai cipressi neri
acciuffati a lenzuolo.
In quel preciso punto
dove poggio la sdraio
si mescola un’aria strana
una miscela di polveri bagnate
con bellezze alla giornata.
Proviene dalla scuola
tra i giochi chiassosi dei bambini
che aggiungono una gran pace
iniettandomi una salute
di ferro.
Qualche saluto
conservato per domani. Avremo
un campo da arare
palme da espiantare, e un ciuffo d’erba
per colazione.
E’ stato un sorriso ad aprire le porte
faceva caldo, caldo per davvero
tenevamo le finestre chiuse
giravamo nudi
in mezzo alle piastrelle
infuocate. Alcune gialle
altre scheggiate per definire
una strada che s’infilava nella macchia grande.
Nascondevamo messaggi segreti
sulle pareti rugose
tra le foglie di alloro. La corteccia
dell’ulivo orientato
dalla meridiana
alle 3 e sessantanove
rassicurava che
è un piacere.
E’ stato un sorriso
ad aprire
le porte.
Ci sembra vero
esserci decisi
a regalarci
un bacio. Lo avremmo chiamato
per nome, “caldo”
scegliemmo con gli occhi.
Caldo mi piace
è per tanto tempo
mi dicevi.
Lo avremmo riposto nella bacheca
tra le tue coppe
qualche lettera, una ciocca di capelli
l’ultimo dentino di Antonio.
Avevamo mangiato
un piattino raso raso
di riso con pomodori rossi
olive nere
foglie di basilico
e quel mezzo bacio
brillava più di una nana rossa.
Avevamo mangiato
per il gusto di tornare
nel parcheggio sui bordi del lago.
Macchè.
Dovevo smagrire
a tutti i costi
degludire in silenzio. mai +
baciare.
Le vacanze si avvicinavano
la partenza era fissata
da una settimana almeno
Ottobre ci è sembrato perfetto
a darti il mio braccio.
Sapevamo d’improvvisare
piaceva ad ambedue
ne tiravamo fuori figurine intatte
con vista monte delle emozioni con vista mare.
A Clari sta cosa non garba affatto
te possino
Clari.
Lei sceglie il metodo esatto
lo adotta
fino in fondo
più di un termometro
sulla mia salute
ed io sto bene.
A me no
non lo sopporto, mi sembra
un già dato
tutto visto e rivisto.
Desidero sorprese, cazzo
sane manciate di coriandoli con carta valori
spiagge a conservazione naturale
con tanto di equivoci
a disposizione
ma di buona fattura.
Un cambio programma
non me lo faccio piacere più.
A me piace cambiare
semplicemente opinione
confondermi un po tra le viste di Norma
e i selciati delle Claudie ubriache.
A me piace
stare nel mezzo
tra chi mangia
e chi scoreggia.
E’ stato un sorriso
ad aprire le porte
un giorno deciderò
di essere testimone infallibile
seduto al tavolo delle decisioni dei tagli
con aggiunta di virgole
e tanti tanti zeri.
In mezzo alle onde
tra asciugamani distesi
giovani che cercano di amarsi
per le loro pelli
in contrasto.
E’ stato
un sorriso ad aprire
le porte: per chi
legge un libro
chi sta sulla sdraio sdrucita
chi nuota per gioco
chi impara poco
chi prende un caffè
chi racconta di un perchè
chi passeggia a caso
chi guarda il mare come me
e non ci trova niente di che.
Neppure in queste giornate
senza tempo e senza fiato
senza quelli che c’erano
e adesso chissà dove saranno
chissà.
Chissà se aspettano la notte
entrare
in qualche sogno
e sognare.
E’ stato
un sorriso ad aprire le porte.