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ALBERO DI LINO

Sono a parlare di me, del mio pigiama

addosso. Dobbiamo approfondire

le tematiche che ci portiamo ai confini

 

dei nostri destini tipo: le piogge che fanno

quello che vogliono, le mezze stagioni

che s’impastano con i caldi della minestra

 

i confini dei cieli, si proprio quelli. Dispiace

vedere i contenuti chiusi, piacerebbe leggere

tra le tue labbra e dietro la nuca.

 

Il paragone che si fa, domandare a chi

sa meglio di uno sconosciuto ma, inutile

sentire lo specchio, le onde si allontanano

 

in fretta. Il sonno prende per mano

la poca virilità di uno starnuto, quel tanto

e un letto diventa un calvario perfetto.

 

La presa morente di un esercizio

disegnato sulle pareti di casa tua.

Sei finita dentro un mondo di cimici

 

e formiche laboriose. Verranno

sostituite al momento opportuno da quelle

che aspettano il secondo battito.

 

Il secondo battito. Entrare per essere titolare

capisci ?  E’ tutta qui la lotta, tu sei la scorta.

Un vangelo è il vino pulito di un albero di lino.

 

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