Avevo vissuto una valanga di giorni
attaccati, uno sull’altro. Nessuna pausa
neanche una riflessione.
Una.
L’elastico dei giorni tirava più a lungo
che poteva, quello che sarebbe diventato
in pochi mesi, una fiocina precisa a bersaglio.
Colpiva dentro gli occhi
increduli. Si compiva un disegno
lungamente nascosto
nelle sacche oscure del mio zero.
I colori erano spuntati
inservibili.
Vuoti, dentro ricamati di sole.
Dove c’è silenzio si vive in braccio al perdono.