Fave e pecorino
fino all’alba
fave e pecorino
davanti al mattino !
Quel giorno
non sembrava diventare storia
era un giorno che non se ne andava.
Sapeva di strano
era odore di anguria schiacciata sul campo.
Eravamo quel muro asciutto
e la notte era il fumo
dritto verso l’alto.
Righetto sapeva
tutte le barzellette della sua vita
me le ha raccontate tutte
mille volte
e solo di notte.
Le raccontava
al buio
e fuori
con le pance sempre piene
di ogni maledetta porcheria.
Sembrava ogni volta il ragionamento
in più, quello conclusivo, pareva fosse
arrivato giusto quel bicchiere che mancava
a riempire il secchio.
Invece era sempre tutto uguale a ieri
e ieri l’altro.
La notte
non se ne voleva andava
le bugie erano troppe
avevamo gli occhi pieni di lacrime
e la forza di non pregare più.
Mai più.
La notte non se ne andava
eravamo vicini e cugini
eravamo soli e moribondi
eravamo un pacco di fune ritirata
la notte era piena di botte.
La notte ricominciava daccapo
troppe volte, daccapo
sempre daccapo.
Fave e pecorino
noi siamo diventati
l’impianto sulla faccia del cuscino.