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FORSE

Forse scendo

prendo con me le tue

nuvole bianche

attendo il tuo saluto

fermo come

il centro dei tuoi

pensieri. Forse salgo

prendo una bottiglia

di vino e i nostri

calici ariosi, tu hai l’aria

di raccontare una vecchia

paura, il vino dura in

bocca, io tengo strette

a me le mie debolezze.

Cosa ci vuoi fare, la

sicurezza mi rende stupido.

Forse chissà, chissà

mi piace, sa di arancia

spremuta, come la

mollica abbattuta, va

nel ripieno del pesce.

Forse chissà è

la pasta buona che

rimani qua. Forse

chissà lascia il

segno un’intera vita

lucida i polmoni

con il sangue pulito

dell’aria buona di

montagna. Forse

chissà se io ci sarò

in mezzo al chiasso

dell’estate di Leo e Anto

a studiare inglese

prendere in mano la

scala per la vita.

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