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LA STANZA DEI GIRASOLI VOLANTI

Il mio sonno porta la veglia del temporale

ora dobbiamo solo viaggiare un botto

con un miliardo di centimetri in tasca.

Ho la ricchezza indisturbata per ascoltare le notti

che saranno il centro del mercato

delle fiabe.

Fammi posto, in un sogno qualsiasi

voglio entrare a governare la mia fronte

che vuole sognare e sempre sognare.

E’ facile, si sta in piedi, per tenere

lo scatto pronto ad acciuffare la visione

che meglio ti piace. Da qua

neanche leggo il titolo, che se ne va

nelle giostre festose, nei banchini delle fiere.

C’è una sedia laggiù, mettiti comodo

abbiamo tempo da consumare

in santa pace. Alla parete quadri di quadri,

Mondrian è il mio prediletto.

Per gustare i colori bisogna sentirli

bucare la pancia

con poca luce intorno, meno sbattimenti di palle.

E’ la tecnica che fa vivere come gonzi perfetti. 

Le notti portano decisioni inqualificabili

associo loro un mucchio di parole

che stanno a guardare la prossima alba,

il prossimo stupore. 

Un’amaca al sole

è quello che ci vuole. Le piante tardano

a modificare la percezione

di starle a sentire.

E’ nascondersi per bene

il peccato di noi fuori legge, noi siamo abbeverati

dai nostri dispetti. Siamo dei mostri

da tenere in tasca.

Toglieremo le fatiche, ci aiuteranno

ad essere credibili, faremo calli

alle parti in contatto, come i furti di parole.

Il peggiore dei crimini.

La migliore salute  è stare in mezzo 

alle certezze che fioriscono

come le zucchine, diventano fiori scintillanti

al buio, nella notte, nel silenzio, è la

che si costruiscono le bancarelle dei sogni.

 

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