Avevo profonda necessità di confondermi
e contemporaneamente dare ordine a quattro regole
quattro. Il bivio chiedeva scelte: aprire quella porta
lungamente temuta. La mano tagliava l’aria
fino a raggiungere la maniglia, decidevo di far entrare
l’aria primaverile dell’estate del 21′.
Le cose cominciavano a quadrare dai nostri quattro punti di vista
combaciavano anche i caldi con le spume delle stagioni. La mia testa
diramava informazioni sedotte dagli anni, dovevamo avere
la capacità di essere sia incudine che martello.
Allo stesso tempo.
Per di più sapevano ratificare ogni azione, tutte
nessuna esclusa, di queste, neppure una di pancia. Guardavamo l’attesa
con lo spavento delle gioie lungamente cercate,
puntavamo sui capisaldi del nostro immenso valore, lo sapevamo di certo
era così dentro di noi da millenni. Qualsiasi esplosione
sarebbe stata poco più di uno schiocco di bacio.