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SPROPOSITATO AMORE

Restiamo sulla strada

io e te 

un giorno intero.

Tu sei con la valigia dei lunghi viaggi

hai l’allegria di chi mente

per gioco, e a volte per pura casualità, scivoli via.

Io e te

ci portiamo addosso il profumo degli scontri, descritto tanto bene 

sui tuoi sopraccigli. Sono inutile

racconto con le camicie, la libertà che mi rimane indosso. 

Dimentico che il passato è buccia troppo amara, servirà 

alzare un dito dalla parte sbagliata

varcherà la febbre dei suoni, apparirà àncora

e rasoio per le mattine.

Poggerai la valigia 

tra le sedie di un bar e un selfie, sul ripiano

a sfiorare la luce della finestra, davanti l’applique spenta, il vuoto più fragoroso

dell’ultima medaglia vinta. Appena si versa 

il bianco della parete, assomiglia al ghiaccio del tuo drink

e le mani ricoprono le tue. 

Mi vuoi bene ?

Si ? 

Anche se sono ripieno di urti ? 

Sono le voci allegre di Antonietto, che mi ricordano 

perché i suoni che escono dalle labbra, diventano miele 

o pane duro. 

Le voci sono la cinetica di un battito

Antonietto vuole imparare a camminare, prende i suoi primi passi

chiama le gambe all’appello, e lui che fa ? 

Che fa un bimbo che mangia allegria ? 

Un bimbo che si foraggia di sorrisi

fa niente, riempie la stanza 

di uno spropositato amore.





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