Giulia sai, ti penso mentre rovesci le buste della spesa
nell’auto chiusa, parcheggiata
sulle discese che amano il sole della mattina. Giulia sai
ti penso davanti al mare, mentre il giorno scompare
e tu non sai stare, non sai stare lontana dalle albe.
Giulia sai che bello sentire
i tuoi apostrofi
immaginare la lingua che scende e si ferma sulla A.
Ci rimane il tempo che vuole
giusto per frustare il palato, e via sulle fantasie
dei tuoi colori primari
che vivono tra le tue mani, diventano sapori nostrani.
Sapori Giulia.
Giulia sai, sei enorme
per il tuo fiuto di essere presente al domani
tenendo conto della tua vaschetta preziosa, trasparente
piena di niente.
Piena a metà, con acqua salata e dentro un pesciolino rosso.
Bello come il mare.
Ha un solo desiderio
la fuga!
Guarda il mare
fa tanta paura.
Paura affrontarlo solo, con le onde e i suoi sterminati confini.
Giulia, spiegaglielo tu
che il mare, anche il tuo mare, si pure lui
è una piccola scatola chiusa
che sta tra le tue mani.