Perdevo continuamente terreno da sotto i piedi
davo peso alle canzoni cantate dal ciarliere di turno
per farsi bello e per dare una revolverata
ad un tizzone scaraventato al fuoco. Mi convico
che avere incertezze è troppo poco, vivere addosso
al muro è più bello, ci puoi sbattere altri
e torni al secondo, terzo tempo come niente fosse.
Ora i pomodori danno spazio alle mele, i sedani
odorano di marte e la luna se ne sta in disparte
a indicare una penombra che ci fa smettere di amare.
Tra qualche giorno moriremo di insulti e solcheremo
il giorno a dorso delle mie frustrazioni con tanti saluti.