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IL MIO TAVOLINO
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DA VITTORIO
22 Dicembre 2015

UN VUOTO DI QUALCHE ZERO

Avevo voglia di un panno

caldo, una lingua infuocata

sulla faccia a tirare fuori gli occhi

fuori dentro la finestra. Sull’angolo

del bagno, là dove entrava uno spiffero

dalla Maiella l’acqua correva con tutta

la sua fretta nelle tubazioni ossidate e noi

con le facce sudate destavamo

improvvisazione. Una coperta in più

sul letto serve sempre, prenotati un panino

e una bottiglia di vino, viaggia

fin dove la mattina ritira le sue ore, potrebbe essere

una ripetizione di un fiocco di neve infantile

ed invece sai per certo che il prezzo si sottrae

alla stagione, diventa tara per sempre

ma, sembra fingere un vuoto

di qualche zero e più si allontana più il nero

della mia anima si mischia ed io

ti guardo accesa e spenta assieme.

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