Una vita fa avevo armi cariche
di sollievo
appoggiavo la testa
dove i figli ridono a crepapelle.
Una vita fa contavo tutto a memoria
ma proprio tutto, in un battibaleno
dividevo le musiche
dalle parole, giocavo con qualche amore.
Salutavo dal treno in corsa
con la mano a bandiera. Una lacrima mai, macché.
Una vita fa ascoltavo parola per parola
di quello che dicevi, mi piaceva più del sugo
sulle tagliatelle.
Tenevo a mente il significato delle tue intenzioni
e non m’importava nulla dei commenti
di giovani comare.
Volevo solo amare
e amavo.
Una vita fa cacciavo di sera
un quarto alle 6, prima del ghiaccio di Novembre
con un filo di luce, tiravo giù
beccacce a raffica
per il piacere di uccidere.
Con il tempo
ho preferito vigliaccamente delegare.
Una vita fa ti avrei amata una notte intera
e non mi sarebbe bastato
avrei salutato
con la voglia nella bocca e dentro me.
Una vita fa
tu di turno ti affrettavi ad esserci
a dispetto dei tuoi impegni
c’eri e basta.
Una vita fa ero nuovo da smacchiare
bello e selvatico, puzzavo
di maschio da far male.
Una vita fa
è come adesso e di più.
Molto di più.