Dedicate

SARA

Sopra i selci si aprono i codici di lato un bacio iniettato vestito, anch’esso, con il giubbotto rosso. Che se ne vada. Sara davanti, Aldo conficca gli occhi dentro vecchi respiri. Il male che c’ho dentro è il più banale…

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IL MIO SILENZIO

Un albero dopo il sorriso è il mondo che si apre alle strade, mischiare le trasmissioni del giorno inventato. Ha sotto la sua calamita, è appeso all’amo della sua catena. Le vibrazioni continuano a vivere dove vogliono. Senza la mia…

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TU LEO TU ANTO

Eccomi arrivato alla fine dei suoni in uno specchio appare la parannanza che manca. Tu Leo tu Anto accomodatevi sulla poltrona dell’aereo. Ci porteremo laggiù sul becco infantile di me e la scorta sotto casa.  

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DA VITTORIO

Ti ho vista con il tuo vestito nero e come ci camminavi dentro liberandoti delle onde che ci trascinavano al mare di Anzio. Al mare.  

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IMMENSO

Hai la lingua ammaestrata su di me. Dammi una penna e mugugni in quantità, sei esattamente la mia metà. Duri il sole, a me piace fare tenere la mia mano sulla tua testa come un vagabondo dorme fuori la finestra. Una maschera di…

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QUEL LABBRO

Ho quella testa per quel momento ho quella sensazione che scopre il foraggio buono, per il cavallo affamato. Ho capito che è necessario guardare oltre i buchi sulla neve che come pelle è niente male. Tu ci sai fare ad…

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IL MIO GIARDINO

Adora la mattina mettermi al fresco dei filacciosi Cipressi Piramidal, insieme all’aria di Agosto. Gli odori dei vivaci Citisus si confondono con quelli delle rilassate Abelie e delle estrose Kerrie poi ci sono le sfavillanti Palle di Neve, gli ingenui Iberichi e…

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DAILY

Mi piace morderti le labbra, e guardarti sorridere anche se ti fa male. Mi piacciono le tue labbra, mi piacciono. Mi piace che mi dici: sono la tua schiava ! Mi piace sapere che rotolarci sull’erba è una cosa bellissima…

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BUTTO VIA

Butto via il secco delle parole, la passeggiata quando sorge il sole, butto via le tue parole a cui ho dato retta. La mosca al naso, mentre facevi festa con le mie corde vocali. Butto via la fame di Michelangelo…

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AMBRATA

Avevo visto l’aria esagerata dei tuoi capelli rame mangia vento, proiettati a tutta forza sui colori che davano sentenze alla mia sparpagliata esistenza. Quel giorno era intervenuto, sulla decisione di collocare l’amaca numero 3 quella che usavo le mattine, per incontrare il sole che…

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